Felice Meo
Felice Meo nasce nel 1962 a Casamicciola Terme, nell’isola di Ischia.
Nel 1990 si iscrive alla scuola per il recupero, la conservazione e la lavorazione del materiale lapideo a Pistoia.
Da questo momento capisce che la sua vera passione risiede nel ridare vita a tutto ciò che proviene dal passato e nel rapporto con il materiale come il ferro e la resina di cui, con rapidità ed entusiasmo, inizia a conoscere i segreti e le tecniche di lavorazione. In questi anni partecipa a lavori di recupero e restauro di oggetti antichi di grande pregio.
Recentemente scopre in sé una vena artistica che lo porta a realizzare sculture in ferro e resina anche di grandi dimensioni, ispirate alla natura che da sempre lo circonda nella sua isola.
Felice Meo
Felice Meo nasce nel 1962 a Casamicciola Terme, nell’isola di Ischia.
Nel 1990 si iscrive alla scuola per il recupero, la conservazione e la lavorazione del materiale lapideo a Pistoia.
Da questo momento capisce che la sua vera passione risiede nel ridare vita a tutto ciò che proviene dal passato e nel rapporto con il materiale come il ferro e la resina di cui, con rapidità ed entusiasmo, inizia a conoscere i segreti e le tecniche di lavorazione. In questi anni partecipa a lavori di recupero e restauro di oggetti antichi di grande pregio.
Recentemente scopre in sé una vena artistica che lo porta a realizzare sculture in ferro e resina anche di grandi dimensioni, ispirate alla natura che da sempre lo circonda nella sua isola.
"Nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma" - Antoine-Laurent de Lavoisier
La scultura come rigenesi della memoria
La scultura di Felice Meo riflette il desiderio di un luogo primigenio e intoccabile, recuperando il più profondo legame tra materia, memoria e natura.
Magicamente, le sue mani, guidate da una creatività primordiale, che nasce dall’irrefrenabile esigenza di dare vita ai sogni, modellano opere sinuose che esprimono il suo grande amore per la vita, colta ed espressa in tutte le sue forme.
I materiali, plasmati attraverso uno scrupoloso studio della materia riciclata, assumono nuova forma grazie a una sapiente mescolanza di tecniche quasi alchemiche.
Morbidezza e grazia caratterizzano queste vere e proprie opere d’arte emozionali, rese ancor più incantevoli e magnetiche dal bagliore delle luci, che ne rivelano particolari e dettagli altrimenti inimmaginabili agli occhi dell’osservatore.
Linee e forme nascono dalla straordinaria capacità dell’artista di interpretare l’essenza del mondo che lo circonda, dando vita a sculture di ogni genere e restituendo forma ai propri sogni con dolcezza e dignità, delicatezza e armonia.
In esse si intreccia lo scorrere del tempo tra passato e presente, in una sintesi intensa del vissuto personale dell’artista:
il bagaglio dei ricordi della sua infanzia trascorsa sull’isola di Ischia viene così restituito al futuro attraverso l’arte.
In particolare, gli esseri viventi legati al mare tra cui i cavallucci marini, custoditi nella memoria fanciullesca dell’artista e ormai quasi completamente estinti vengono ripescati dai ricordi e restituiti alla natura secondo una
personale e poetica interpretazione.
Allo stesso modo, le forme sinuose delle donne, che per Felice Meo non esprimono soltanto sensualità, bellezza e vita, rappresentano anche una
chiave di lettura profonda del pensiero umano.
Tutto, nella scultura dell’artista, rievoca rigenesi ed esprime generosità, amore e abbondanza attraverso l’arte del recupero, che riflette pienamente il concetto di trasformazione.
Per Vittorio Spampinato, direttore di Ca’ la Ghironda Modern Art Museum, Felice Meo è un esteta:
ricercato nel linguaggio, semplice nella materia, forte nel messaggio, sempre evocativo, costante, coerente e diretto.
«Con Felice Meo tutto accade nel pieno del Mare Nostrum,
culla di civiltà e di sapere, dove il fuoco è lo strumento da cui ha inizio la vita, vita di cui il ferro è figlio. E allora: è arte viva».
