Mal’akh, termine ebraico che identifica l’angelo, dà nome a una collezione profondamente intima, un viaggio a ritroso nella memoria e nella coscienza. È un percorso che l’artista compie per ritrovare un luogo interiore di protezione e conforto, trasformando il ricordo in visione condivisa. Le opere si popolano di ali, corone e vesti che avvolgono le silhouette, creando presenze eteree e divine, capaci di vibrare di sentimenti autenticamente umani.
Questa collezione nasce come un ritorno all’infanzia, al gesto originario di protezione e amore rappresentato dall’immagine dell’angelo custode. Un dono ricevuto, custodito e interiorizzato, che ha accompagnato l’artista lungo il suo cammino di vita. Oggi, il bambino Felice, divenuto uomo e padre, rinnova quel gesto: attraverso l’arte restituisce ai propri figli lo stesso angelo, caricandolo di significati nuovi e antichi insieme—amore, sostegno, fiducia, continuità familiare.
Nelle sculture di Felice Meo, l’angelo non è un’entità distante o astratta, ma una presenza familiare, silenziosa e vigile. È simbolo di legame, di trasmissione affettiva, di memoria che si fa forma. La materia, lavorata con sensibilità essenziale, diventa veicolo di emozioni profonde, capaci di parlare a ogni osservatore.
L’arte riesce così nel suo intento più alto: rendere universale ciò che è personale. Gli angeli continueranno a esistere e ad accompagnare il percorso dell’umanità, perché il loro fascino è senza tempo e oltre ogni confine confessionale. Mal’akh è una collezione che invita a credere ancora nella forza invisibile che protegge, guida e unisce le generazioni.





